Artrosi dell’anca

anca  La coxartrosi è una forma artrosica che colpisce l’anca. L’assottigliarsi della cartilagine articolare associata a volte ad una perdita della forma sferica della testa del femore porta ad una graduale riduzione dei parametri di movimento. La limitazione di movimento può avvenire, soprattutto in pazienti sedentari, in modo subdolo e non sintomatico. Con il tempo però il sintomo doloroso compare e può risultare invalidante anche in pazienti non anziani. Il mantenimento della posizione eretta è viziato, il carico sull’arto malato risulta doloroso, il cammino prende una dinamica alterata con zoppia per evitare la sollecitazione dell’articolazione dolente. I dolori si focalizzano nell’area che va dall’inguine alla parte anteriore della coscia, talvolta a livello della zona glutea, l’irradiazione può giungere fino a livello del ginocchio.

Capita che ci si accorga di un problema all’anca proprio in occasione di una valutazione di un paziente che si reca in cura per i dolori al ginocchio.In base alla gravità, all’età del soggetto, alla limitazione articolare presenta lo specialista può consigliare o meno l’intervento chirurgico.Durante l’intervento di artroprotesi vengono sostituite le parti anatomiche artrosiche con una testa del femore in metallo che articola con una cavità articolare in plastica che garantisce la remissione dei sintomi. Nonostante il quasi immediato miglioramento articolare può, soprattutto in pazienti con dolori da anni, permanere uno stato di difficile gestione muscolare, essendo tutto il comparto alterato da molti anni.

È importante dunque cercare di affrontare il problema in base al livello di gravità:

fase 1 pre operatoria: il paziente deve mantenere l’articolarità, utili cyclette, esercizi in acqua, il rinforzo del comparto gluteo e l’allungamento dei gruppi muscolari retratti. La fase deve portare all’eventuale operazione in situazioni ottimali il paziente, con il miglior tono trofismo muscolare e controllo dell’articolarità. In questa fase la terapia manuale mira al miglioramento passivo dei parametri di movimento, con tecniche passive ed attive aiutate per mantenere quanto possibile lubrificata e mobile l’articolazione. In caso di paziente collaborante, la fase può protrarsi per anni, posticipando l’intervento e migliorando la qualità di vita. E’ importante l’approccio riabilitativo poiché i gruppi muscolari da trattare seppur siano allenabili in autonomia dal paziente possono risentire dell’alterata percezione articolare. L’anca infatti, come tutte le articolazioni rappresenta un sensore importante di movimento che, in caso di artosi, può non funzionare correttamente. E’ fondamentale quindi un controllo esterno per istruire nel percorso riabilitativo il paziente e far si che la sua autonomia sia quanto più priva di compensi dannosi. Tipicamente si riscontra una flessione della coscia, una rotazione interna limitata, un appoggio difficile e carente sul tallone in posizione eretta e nel cammino.

Nella fase post operatoria si cercherà di recuperare controllo e forza del segmento con un protocollo di rieducazione alla statica ed al cammino che possa portare alla completa autonomia del soggetto rigorosamente sotto controllo ortopedico e fisioterapico per rispettare il percorso di recupero che è tipico per ogni tipo di protesi e paziente.

Iniziare il rinforzo ed il lavoro articolare prima dell’intervento può velocizzare i tempi di recupero e limitare complicanze post operatorie, soprattutto normalizzando le tensioni muscolari e le retrazioni fasciali.


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