Sport ed infortuni

Siamo sempre più analizzati, osservati, studiati a suon di statistiche dalle più affermate università del globo, ci nutriamo di app e software per monitorare ogni nostro passo, chilometro, numero di pedalate eppure riusciamo ancora a farci male.

Ci facciamo male spesso andando in vacanza e finalmente, ricchi di tempo libero, stressiamo il nostro corpo a suon di running sulla spiaggia, magari a piedi nudi. Riusciamo a farci male se ci attiviamo nel fine settimana giocando a pallone con amici, sciando o durante un giro in bici domenicale, gareggiando con il nostro vicino di casa.

Tutti i nostri sforzi sono focalizzati in un unica e misera oretta settimanale durante la quale cerchiamo di dar sfogo al nostro corpo che chiede smanioso di muoversi oppure, in molti casi, non chiede proprio null’altro che continuare la sua pigrizia settimanale.

Tendini che urlano, distorsioni articolari, contratture e strappi muscolari sono il risultato di questo logorante maltrattamento. Lo sport fa male!! O meglio, può davvero fare male se non praticato con continuità e gradualità, nel rispetto delle nostre pigrizie.

A volte dovremmo lasciare da parte le metodiche di allenamento super scientifiche e tornare al buon senso della nonna… sicuramente meglio trovare poco tempo per piccole sessioni quotidiane che puntare sulla singola prestazione da fine settimana oppure aspettare tutto l’anno sul divano per poi aspirare alla settimana di vacanza “sport full time”.

Quando un paziente si presenta in studio, affetto da mille problemi, a volte sembra quasi che cerchi un pretesto per cambiare le abitudi “Dottore, adesso che ho male mi dovrò mettere d’impegno e cominciare con lo sport, magari imparo a nuotare?”.

E’ giusto  ascoltare il proprio corpo ed in effetti sarebbe un bel modo per mantenersi in salute, ma quando i problemi sono conclamati non mi sento di consigliare a nessun paziente di INIZIARE uno sport.

Un paio di scarpe da ginnastica, una mezzoretta di camminata a passo spedito e qualche esercizio blando di allungamento possono bastare. In seguito si vedrà quale sport iniziare o riprendere. L’importante nel camminare è mantenere un buon ritmo, che permetta al corpo di raggiungere una buona temperatura e continuare a lavorare in fase aerobica. Questo è un buon stratagemma per cominciare a risolvere le più grossolane problematiche posturali, portando ad un livello più fisiologico l’impegno muscolare e mobilizzando senza traumi strutture articolari a volte molto sensibili.

Non è un caso che ci sia un’attenzione crescente nei confronti del camminare, sia in palestra che outdoor, fit walking, nordik walking, etc.

Marciare può rappresentare un buon rimedio quotidiano ai problemi muscolo scheletrici minori. Il rispetto del dolore è fondamentale come l’approccio alla fatica proporzionato al nostro livello di partenza.

I benefici sono dietro l’angolo, al costo di un paio di scarpe da ginnastica!


Scopri di più da Mauro BANFI – Fisioterapista Osteopata

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