La colonna vertebrale durante l’accrescimento osseo, dalla nascita all’età adulta, modifica sensibilmente le sue curve formando ciò che normalmente osserviamo nell’adulto normale, ovvero una lordosi lombare, una cifosi dorsale, una lordosi cervicale.
La colonna normale vede queste tre curve perfettamente allineate fra di loro, senza sbilanciamenti rispetto al piano sagittale. La testa è mantenuta in appiombo senza anteposizioni o retroposizioni.
Sul piano frontale talvolta ci possono essere tuttavia delle inclinazioni che possono partire dalla zona lombare o da livelli superiori (zona toraco-cervicale). Queste modificazioni rispetto alla norma vengono chiamati paramorfismi se l’inclinazione non è eccessiva e soprattutto se non presenta rotazioni dei corpi vertebrali.
Quando queste si verificano siamo in presenza di scoliosi, una vera e propria patologia.
Il problema più importante della scoliosi,comparendo in età giovanile, è che con il tempo quasi certamente subirà un peggioramento. Intercettare una curva scoliotica ed intervenire con la corretta terapia è importante al fine di limitare il peggioramento dei gradi di inclinazione e rotazione delle vertebre interessate.
La causa della scoliosi è ancor oggi per lo più sconosciuta, il paziente spesso si reca presso i nostri studi con una diagnosi di scoliosi idiopatica, ovvero senza causa certa. Fondamentale al fine della terapia è il controllo radiografico che si effettua in posizione eretta attraverso una teleradiografia che interessa tutta la colonna vertebrale, il bacino e che può evidenziare una dismetria degli arti inferiori.
Il trattamento della scoliosi, prima di arrivare al busto, può essere condotto attraverso esercizi di rieducazione posturale, tecniche manipolativi dolci, correzioni posturali attraverso solette e plantari. E’ dunque fondamentale, partendo dalla diagnosi corretta del problema, affrontare un percorso rieducativo per quanto possibile sinergico, in collaborazione fra diversi specialisti (osteopata, fisioterapista, ortopedico, podologo).
In caso di dubbi relativi alla postura del proprio figlio è consigliabile al genitore un monitoraggio della velocità di accrescimento:
prendere la misura del ragazzo ogni mese annotando con precisione i valori e osservare le asimmetrie.
In caso di asimmetrie evidenti (una spalla più alta dell’altra, una salienza a livello dorsale in posizione flessa del tronco) è bene sottoporlo ad una valutazione più approfondita. Il margine di peggioramento più veloce della curva scoliotica è nel periodo dello sviluppo. Si è osservato, soprattutto nelle ragazze, che il periodo del menarca rappresenta una fase critica che può portare a parecchi gradi di inclinazione e rotazione della colonna. Nel maschio la crescita è più graduale e dunque più facilmente monitorabile.
Una volta appurata la presenza della scoliosi si procederà con la scelta del trattamento più appropriato associato al busto in caso di necessità. Contrariamente a quanto si pensava in passato il nuoto non rappresenta assolutamente una cura in caso di scoliosi, questo perché non permette una percezione corporea adeguata e può peggiorare la rotazione dei corpi vertebrali in questo tipo di patologia. Consiliare nuoto ad un bambino che ha la scoliosi non è curativo.
In alcuni soggetti inoltre, particolarmente nelle ragazze, anche la pratica della danza classica può portare ad una iperlassità legamentosa ed influire negativamente nell’evoluzione della curva scoliotica. Questo tipo di patologia è piuttosto subdola in quanto non crea sintomi, è evolutiva, si sviluppa infatti durante la crescita e si aggrava anche in età adulta. Vigilare dunque è la parola d’ordine per i genitori e intervenire in modo multidisciplinare è garanzia di buon contenimento dell’aggravamento della curva e in alcuni casi possibilità di diminuzione della stessa.
La scoliosi
Scopri di più da Mauro BANFI – Fisioterapista Osteopata
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